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5 maggio 2009 “Quel che ci viene chiesto è una nuova era di responsabilità, il riconoscimento che abbiamo un dovere verso noi stessi, la nostra nazione, il mondo, doveri che non dobbiamo accettare mugugnando ma abbracciare con gioia, fermi nella consapevolezza che non c’è nulla di più soddisfacente per lo spirito, così importante per la definizione del carattere, che darsi completamente per una causa difficile.” (Barack Obama)
Che nel corso di questa campagna elettorale qui a Gussago percorriamo una strada difficile, credo sia cosa nota ai più. Tuttavia, mi sono permessa di prendere a prestito queste parole da Barak Obama, non tanto per questo aspetto, ma perché in esse ho trovato perfettamente esplicitata la motivazione che mi ha spinto a mettermi a disposizione del mio paese candidandomi alla carica di sindaco. E’ una grande responsabilità, di cui sento tutto il peso sulle spalle. Una responsabilità innanzitutto nei confronti del nostro paese, con la p maiuscola e minuscola, e di chi lo ha costruito e fatto crescere, passandolo a noi in consegna per custodirlo con cura e riconsegnarlo, possibilmente migliore di come lo abbiamo trovato, alle generazioni future. Una responsabilità che mi è stata affidata da coloro che lo scorso 12 ottobre hanno partecipato numerosi alle elezioni primarie promosse dal Partito Democratico di Gussago. In tanti quel giorno hanno accolto il nostro invito a riappropriarsi del diritto alla partecipazione scegliendo di essere protagonisti di un modo diverso di fare politica. E tutti insieme abbiamo dimostrato che “si può fare”! Si può fare una politica che, assumendosi con coraggio e rischio la responsabilità delle proprie scelte, sia al contempo coerente con i propri valori e la propria identità. Si può fare una politica che, con serietà, costruisce percorsi e progetti che vanno oltre le mere scadenze elettorali. Si può fare una politica che si impegna per garantire pari opportunità a uomini, donne, giovani, anziani. Sono qui dunque in veste di candidato sindaco, ma non rappresento solo me stessa, bensì tutti coloro che per questo modo di fare politica si sono spesi e continueranno a farlo anche dopo il 7 giugno. A questo proposito - l’ho sempre sostenuto e lo ribadisco di nuovo se fosse necessario - sono qui perché credo ad un progetto politico che fa della squadra, del lavoro di gruppo, della sintesi di idee e di percorsi diversi il proprio elemento caratterizzante. Chi è con noi vuole trasmettere il senso di un cammino collettivo in contrapposizione a quella politica che fa, e ha fatto anche a Gussago, della personalizzazione e della strategia di “un uomo solo al comando” il proprio modus operandi. A partire da queste considerazioni credo che saranno il gruppo e la squadra il punto di forza e il vero valore aggiunto alla nostra proposta per queste elezioni amministrative: un “laboratorio di idee” che sappia ascoltare e dare risposta ai bisogni concreti e alle esigenze più sentite dai nostri concittadini. Permettetemi di osservare che questo a Gussago negli ultimi anni non è stato fatto. Purtroppo, quella che vediamo oggi nel nostro paese è, a mio parere, una realtà un po’ diversa rispetto a quella che conoscevamo fino a qualche anno fa. Una comunità attenta, vivace, ricca di realtà associative che rendevano davvero i cittadini protagonisti del vivere sociale. Una comunità, quella in cui in cui sono nata e cresciuta che mi ha dato tanto e alla quale oggi sento il dovere di restituire ciò che in questi anni mi è stato messo a disposizione. Sono dunque qui stasera per un debito di riconoscenza nei confronti di tutte quelle realtà che hanno profondamente influenzato il mio cammino sin dall’infanzia: la scuola, gli scout, la parrocchia e i tanti anni di sport vissuti con grande intensità e passione da atleta e da allenatrice. Oggi vedo un paese diverso: troppo spesso cieco e indifferente a tutto o quasi, un paese che in questi anni è cresciuto velocemente e non si volta a guardare cosa ha lasciato dietro di sé. Bene, noi crediamo che questo ora non sia più possibile. Crediamo che i gussaghesi debbano aprire gli occhi e vivere da protagonisti consapevoli il proprio ruolo all’interno di questa comunità. Se guardiamo la strada che si apre davanti a noi, certo è facile scoraggiarsi, ma non è allo scoraggiamento che si deve chinare la testa. In un momento così delicato, è un altro lo spirito che deve muovere ognuno di noi. La sfida che ci proponiamo di combattere non è tra le più facili, ma il duro lavoro e l’onestà, il coraggio e la correttezza, la tolleranza e la responsabilità che ci hanno sempre caratterizzato e che continueremo a dimostrare ci aiuteranno a vincerla. Quella che presentiamo stasera per Gussago è una proposta che ha origini lontane, ma che negli ultimi due anni, a partire dalla costituzione del circolo locale del Partito Democratico, ha conosciuto un’accelerazione formidabile grazie all’impegno generoso di tutti coloro che si sono prodigati per promuovere iniziative pubbliche, per attivare gruppi di lavoro tematici, per preparare e distribuire volantini e pubblicazioni, per parlare con tutti e radicare il nostro progetto e le nostre idee all’interno della comunità. E’ stato un duro lavoro che ci deve rendere orgogliosi di quanto è stato fatto fin ora. Siamo al rush finale della corsa amici. Come ci è stato brillantemente suggerito, vediamo in lontananza la vetta dell’Adamello con i suoi quasi 3600 metri. Questo è il nostro obiettivo. Questa è la nostra meta. Quota 3600. Siamo alla salita finale, quella più dura, quella decisiva. Ma non siamo soli perché lungo il cammino abbiamo incontrato chi ha condiviso con noi meta e obiettivi. Sono gli amici dell’Italia dei valori che con entusiasmo e coraggio hanno deciso di sostenere le proposte che i gruppi di lavoro del Partito Democratico hanno elaborato per Gussago. Ci accomunano, oltre alle scelte concrete e alle proposte di carattere amministrativo, i valori che hanno ispirato e che caratterizzano tali scelte:
1) Con noi i cittadini da spettatori tornano ad essere protagonisti del vivere civile attraverso uno stile amministrativo all’insegna della partecipazione e che quindi, non pone i gussaghesi davanti a valutazioni compiute, ma li coinvolge concretamente, costantemente e in modo attivo alle scelte determinanti per il futuro della comunità; 2) Futuro. Chi sceglie noi sceglie il futuro. Perché mettiamo i giovani, la formazione, la scuola e la famiglia in cima alla “lista” delle nostre priorità per il paese; 3) Con noi metti Gussago in rete per promuovere dal punto di vista istituzionale una piattaforma che metta in sistema tutte le realtà, specialmente associative, presenti sul territorio per fare sinergia delle risorse e risvegliare il tessuto sociale del nostro paese, in un’ottica che vede l’amministrazione sempre e solo a servizio, ma al di fuori, di tali realtà; 4) Chi sceglie noi, sceglie infine di andare oltre i confini di Gussago per porsi in confronto e in dialogo con le realtà limitrofe. Se si vogliono dare risposte di lungo respiro a problemi di carattere strutturale non è più pensabile di ragionare nei termini de “piccolo è bello”.
Consentitemi ora di spendere due parole sulla lista dei “magnifici 20” – come scherzosamente li ho soprannominati- che formano la nostra lista per le elezioni comunali. Avrete capito che per noi lo spirito di squadra e il gruppo non sono tutto, ma rappresentano un elemento fondamentale. Evidentemente quindi abbiamo investito tanto tempo, tanto lavoro ed attenzione nel difficile compito di individuare candidature che rappresentino al meglio la nostra proposta e trasmettano l’impegno a voler andare oltre la scadenza elettorale per gettare un ponte verso il futuro. Abbiamo cercato di costruire una squadra in cui l’elemento caratterizzante, dato dalla novità dei volti e dalla fiducia nei confronti dei giovani, si coniughi con l’inestimabile ricchezza data dall’esperienza e dalla sintesi di idee e percorsi diversi, dalla rappresentatività territoriale e sociale. Il tutto sempre all’insegna della massima trasparenza, democrazia, partecipazione. Esprimo solo il rammarico perché, nonostante il notevole impegno, ci siamo scontrati con quei limiti oggettivi che ancora nel 2009 in Italia rendono davvero problematica la partecipazione delle donne alla vita politica. Ciononostante credo siamo riusciti, anche in questo caso, ad offrire una proposta seria a chi crede il rinnovamento della politica e della gestione della cosa pubblica debba necessariamente passare attraverso un rinnovamento di uomini e idee.
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